DALLA VITE AL CALICE






I vini della Certosa di Belriguardo sono prodotti seguendo metodologie all’avanguardia nel rispetto delle caratteristiche autoctone delle uve. La materia prima è quindi di fondamentale importanza in un processo produttivo che si basa innanzitutto sulla cura scrupolosa dei vigneti.
L’estensione volutamente limitata della superficie a vite permette ai nostri esperti di operare sulle piante in modo completamente manuale nelle fasi di potatura e diradamento; la contenuta resa finale per ettaro rispecchia una filosofia aziendale che ha come priorità assoluta il raggiungimento di un livello qualitativo molto alto. E’ per questo che sono occorsi numerosi tentativi prima di cominciare ad imbottigliare e commercializzare i tre vini che oggi portano il marchio della Certosa di Belriguardo, ed è per lo stesso motivo che si sceglie di non produrre nelle annate metereologicamente sfavorevoli, come ad esempio nel 2002 e nel 2003.
La vendemmia è un momento cruciale del ciclo produttivo per cui viene affidata a personale qualificato che manualmente seleziona e raccoglie solo le uve migliori che vengono lavorate direttamente nelle cantine della Certosa. Qui avvengono i vari processi di vinificazione e invecchiamento, prima in acciaio e successivamente in cemento e legno con tempistiche diverse a seconda della tipologia di vino. Occorrono minimo sei mesi di affinamento in bottiglia prima che il prodotto esca sul mercato, il tempo necessario per ottenere un grande vino toscano che porta la firma di Renzo Cotarella.